La saga di Derbeer
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    La Saga di Derbeer

 saga di derbeer redivo

La saga di Derbeer dei Mille Anni è nata quasi per gioco, una scommessa dell'autrice con se stessa quando ancora non immaginava che i suoi scritti potessero accendere l'interesse di eventuali lettori. Il primo volume fu spedito nel 2000, senza troppa convinzione, a un'unica casa editrice, cioè la NORD. Fu così che le avventure del mago Derbeer vennero pubblicate nella mitica Fantacollana. L'ultimo volume che la compone ha vinto il Premio Italia nel 2005.

Recentemente l'autrice ha revisionato completamente l'opera che era uscita in corso di stesura, inserendo particolari mancanti e riscrivendo alcuni punti. Il tutto senza modificare le linee fondamentali della storia, dell'ambientazione e dei personaggi.

Tutti i volumi che compongono la saga sono disponibili in ebook su Amazon.

fabiana redivo mappa derbeer

PROLOGO

Dalle Cronache del settimo millennio di Derbeer il Mago.

Sole. Vento. Il mare, in fondo alla scogliera, mormora una canzone antica. Come ultima dimora ho scelto quest’isola talassiana, lontana dalle consuete rotte di navigazione. Non desidero la compagnia degli esseri umani. Preferisco gli Spiriti. E i ricordi.

Mille anni sono davvero tanti. Troppi. Le cronache del settimo millennio sono tutte qui, conservate nel mio ultimo rifugio. I cronisti miei predecessori avevano preferito lasciare traccia di sé in più biblioteche sparse nel mondo. Mah, se proprio devono finire sotto la gamba di un tavolo, preferisco sia il mio.

Qualche anno fa avevo provato a raggrupparle per secoli. Poi mi sono soffermato a leggerne alcuni passi e, tra un ricordo e l’altro, tutto si è arruffato di nuovo. In compenso ho trovato qualcosa di veramente interessante in fondo a uno scaffale. Se lo avessi avuto tra le mani mille anni fa, le cose sarebbero andate diversamente. Forse.

Trovo prudente trascrivere il contenuto di questa pergamena. In primo luogo perché tende a sbriciolarsi. Secondo, perché riporta la tradizione più antica sulla nascita del mondo. Fa parte delle cronache del primo millennio, note anche come I Libri Perduti di Kratos il Saggio. Alcune parole risultano quasi illeggibili, ma con la formula magica giusta, spunteranno fuori.

Ecco. Ci siamo. Potente Harj, che stile orribile! Ma tant’è. Lo ricopio punto e basta.

L'Universo era solo e decise di colmare il grande vuoto. Formulò quattro pensieri che presero vita e che a loro volta diedero vita a cose meravigliose. Essi erano Afra, che originò la terra; Hydara che originò l'acqua; Pyrxos che originò il fuoco; Harj che originò l'aria.

Presto però i quattro Spiriti si dimostrarono capricciosi e stravaganti, e l'Universo vide che ciò era male. Troppo spesso infatti la loro creatività era spinta dall'ambizione di primeggiare l'uno sull'altro e questo modo di agire avrebbe compromesso gravemente tutto ciò che di bello era stato creato.

Allora li chiamò davanti a sé e disse loro: “Vi darò delle leggi. Se non le rispetterete, ciò che avete costruito andrà distrutto e anche voi sarete perduti.” Egli sapeva infatti che mantenendo in equilibrio le forze dei quattro, l'Oscura Madre non sarebbe mai uscita dagli abissi.

Gli elementi però si ribellarono e l'Universo si adirò. Per punire la loro arroganza, creò una gemma splendente a forma di tetraedro in cui racchiuse il potere di dominarli. Affidò quindi il cristallo alla più superba e intelligente delle creature: l'uomo.

Quando lo seppero, i quattro Spiriti supplicarono l'Universo di distruggere la gemma, ma esso fu irremovibile. Fece loro questa sola concessione: "Dividete gli uomini in quattro popoli. Ognuno di essi vivrà secondo i vostri dettami e adorerà uno solo di voi. Tuttavia, una volta ogni mille anni, torneranno ad essere Uno e si ritroveranno in un luogo a loro sacro per la Festa del Grande Ritorno. Anche voi presenzierete alla Festa e per un istante fonderete la vostra essenza con quella di tutto il creato, per ricordare che Tutto ha avuto origine da Uno."

Fu così che Hydara portò nell'arcipelago di Talassia un gruppo di uomini che crebbe e si sviluppò sulle isole e venne chiamato il Popolo del Mare.

A Pyrxos era caro un possente vulcano situato al centro di una vasta catena montuosa, fra le cui asperità egli condusse il suo popolo che crebbe fino a formare il regno di Kar-Vultan.

Afra trovò alcuni gruppi di umani insediati nella regione delle Grandi Pianure che si estendevano dal Kar-Vultan al mare. Li favorì rendendo ricchi i loro raccolti ed essi, per gratitudine, diedero al loro regno e alla capitale il nome di Afra.

Harj vide che alcuni uomini avevano il cuore inquieto. Li raccolse attorno a sé, ma non indicò loro alcun luogo in cui risiedere, né impose loro alcuna regola o legge, eccetto una: seguire le Orme del Vento. Così questi uomini liberi chiamarono se stessi harjni, ossia 'figli del vento' e scelsero di vivere allo stato nomade.

Della gemma preziosa in cui è racchiuso l’immenso potere di dominare i quattro Spiriti si è perduta ogni traccia, così come si è perduta la scienza per usarla.

Vegliate, figli miei, perché Soth, l'Oscura Signora, madre di ogni male, porta in sé il germe della distruzione e i suoi emissari sono già tra noi!

Sì, se avessi avuto questo monito tra le mani mille anni fa, mi sarei risparmiato molte amarezze. Ma sarebbe stato meglio o peggio? Perché è sull’enorme complesso delle nostre esperienze che costruiamo le basi per il futuro. Non credo di essere disposto a rinunciare al mio vissuto, nemmeno a un minuto di sofferenza. Non sarei lo stesso uomo.

Sto aspettando il prossimo cronista. Il mio successore. A volte lo vedo in sogno. Giungerà in questo luogo sperduto seguendo il cammino tracciato per lui. Ha perfino incrociato il destino di un mio discendente. La cosa si fa “interessante”, come diceva il mio grande amico Chitan-Mihai.

A volte il Vento spira sempre uguale, a volte cambia direzione. Per ognuno di noi le Orme che lascia sono diverse. Non appena le abbiamo calpestate, il Vento le cancella alle nostre spalle. Nessuno torna indietro. Possiamo scegliere di seguirle per portare a termine il nostro compito, oppure gettare via la nostra vita ignorandole. Però se le seguiremo potremo fare grandi cose, perfino combattere e vincere l’Oscurità. Ora lo so.

Non avrò il tempo di spiegare, a chi mi subentrerà nel compito, come funzionano le cose. Vi sarà solo un passaggio di testimone. So per esperienza che non è facile arrendersi all’idea di vivere mille anni. Strada facendo perdi amici e affetti. Se non fai attenzione, la malinconia rimane la tua unica compagna. Forse potrei aiutarlo riscrivendo per lui i primi anni della mia vita. Niente cronache. La “mia” storia, con il giusto coinvolgimento e distacco, come una fiaba d’altri tempi. Ed è un bene che proprio su questi fogli sia riportato il frammento dei Libri Perduti. Quanto sto per narrare, sarà alla fine più chiaro.

Tutto ebbe inizio durante la settima Festa del Grande Ritorno…